L’autoguarigione

Perché ci si ammala. Come curarsi. Come guarire.

Non vuole essere un trattato di medicina, di galli a cantare se ne sentono già troppi.

Vuole solo essere una descrizione di quello che accade in noi esseri viventi fatti di materia nella quale è insita una energia complessa e particolare che  se pur invisibile ai nostri occhi interagisce con essa.

Nasciamo con un bagagli0 di informazioni già sperimentate e tramandate  in milioni di anni dalla vita che si è affrancata con successo su questo pianeta.

La prima cosa che dovremmo fare è andarci a guardare, dentro questo bagaglio! Come? Affidandoci con molto più coraggio e fiducia all’ istinto ma sapersi ascoltare non è facile. Agire in base a ciò che si sente e  non a cosa si pensa, dovrebbe essere la regola per iniziare a capire chi siamo.

Un esempio, chi dice al nascituro di mettersi in posizione corretta per uscire dall’utero? La mamma forse!? Il padreterno!? Egli attinge a quel bagaglio di cui sopra. Noi non abbiamo fatto ancora nulla per il nascituro, tranne  una scopata e spesso manco piacevole, visti i tabù che  attanagliano il sesso.

Appena nato, il cucciolo cerca la tetta, niente latte, la tetta si rovina, c’è il latte artificiale. E qui le multinazionali fanno banchetto con la compiacenza di alcuni pediatri.

Inizia il primo inquinamento in quel corpicino che invece andrebbe nutrito non solo di latte materno ma anche di calore del corpo della madre, la sua energia fisica è determinante per il cucciolo che ciucciando nutre così il corpo e lo spirito.

Chiedo scusa alle mamme, quelle sane di mente e di corpo che non hanno bisogno di leggere quanto scrivo, esse già sanno istintivamente cosa fare.

Questi piccoli neonati, spesso partoriti col cesareo per paura del dolore, nutriti artificialmente, cominciano a soffrire. Le manifestazioni sono uniche ed individuali, il pianto ed i suoi toni sono un linguaggio complesso che solo la madre-mamma può capire ma gli adulti sono spesso sordi, così come sono stati fifoni ad affrontare un parto naturale. Si ricorre allora al farmaco di sintesi per curarlo le cui parti tossiche iniziano ad inquinare il corpicino (senza tenr conto di quelle assorbite indirettamente se la madre si è curata con i farmaci allopatici.

Durante lo svezzamento, che non ha tempi prestabiliti, non si cucina in casa, si va in farmacia a comperare tutto in vasetti rigorosamente di vetro, molto igienico, e con quello ci si sente a posto con  la coscienza.

Quando arrivano immancabilmente i febbroni, di corsa un antipiretico, abbassata la febbre, il piccolo è guarito. E così di seguito senza chiedersi mai la causa profonda che scatena i febbroni.

Dove porta questo metodo di cure? Spesso a stravolgere la psiche del bambino che diventerà un adulto dalla salute cagionevole, fragile psicologicamente e svuotato di quel bagaglio istintivo di cui la vita lo ha dotato. Sarà costretto a seguitare ad impasticcarsi per tutta la vita. (le multinazionali farmaceutiche puntano proprio su questo) Dipendenza da droga o farmaco sono ricche fonti di guadagno

Come invertire la rotta? Difficile per chi è stato educato a questo metodo di cura, e chi manca o ha dimenticato il senso filosofico della vita.

Incoraggiare alle terapie alternative potrebbe mitigare lo stravolgimento psicofisico che il farmaco allopatico (come sistematico metodo di cura) ha portato al corpo umano.

Alla base del problema malattia va comunque evidenziato un fatto: il corpo fisico si ammala quando lo spirito è sofferente,(fatte salve malattie genetiche) e dato che quest’ultimo è pura energia, si avvale del corpo fisico per comunicare la sua sofferenza.

Tradurre il sintomo non è facile in quanto esso si manifesta per simboli (esempio generico: mal di fegato? potrebbe essere generato da una arrabbiatura repressa, mal di testa? potrebbe derivare da accumulo di energie che dal basso salgono verso l’alto, spesso di origine sessuale ovvero represse o mal vissute.

In sintesi, per star bene occorre conquistare la conoscenza delle nostre doti attraverso il cimento generato dalle spinte istintive (se sento una irrefrenabile voglia di urlare…. lo debbo fare e dopo l’urlo qualche cosa alla mia coscienza salirà. Sento l’impulso di ribellarmi ad un sopruso … debbo trovare il coraggio di ribellarmi a qualunque costo pur di salvare la mia dignità e magari scoprire che l’altro era in buona fede….. ecco allora che chiedergli scusa mi libera dall’offesa recata e nello stesso tempo mi riconcilio col prossimo)  è insomma una rieducazione all’essere e diventare umani con pregi e difetti senza falsi perbenismi che fanno ammalare lo spirito ed il corpo. Spesso ci raccontaiamo la favola che taciamo per il quieto vivere in realtà non vogliamo uscire allo scoperto per paura di riconoscere la nostra codardia ed ipocrisia.

Accettare i nostri limiti messi in evidenza dagli errori che non siamo in grado di correggere abbassa l’orgoglio, che produce il famoso colesterolo cattivo.

I primi apprendimenti per un sano equilibio psicofisico si imprimono su di noi col parto naturale, l’allattamento al seno, il gattonare senza essere disturbati, nel capire quando è tempo di conquistare la posizione eretta da soli ci da gioia e fiducia in noi stessi (ne prenderemo coscienza col tempo). Madre e padre devono solo vigilare da lontano.

L’amore, quello che nutre il corpo e lo spirito in salute e libertà spicologica è come un filo sottile che si allunga all’infinito. Il corpo si ammala quando il filo è corto, grossolano e di vecchia fibra.

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Una Risposta

  1. […] Il seguito di questo articolo:  L'autoguarigione « Movimento Laico […]

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