Pedofilia, Austria e Olanda lo scandalo si allarga: fedeli in fuga

Pedofilia, Austria e Olanda lo scandalo si allarga: fedeli in fuga

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Una Risposta

  1. Il 21 maggio 2009 quel rapporto di sette anni fa è stato aggiornato. Così scrive Repubblica: “Il risultato suscita orrore: un dossier con le testimonianze di 2500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ‘40 e gli anni ‘80, negli istituti gestiti da preti e suore in Irlanda. Racconti atroci, di uomini e donne – oggi adulti – che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti: seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente. È la cronaca di una discesa agli inferi, tenuta nascosta per decenni, poi trapelata qui e là, ma solo ora svelata in tutta la sua mostruosa realtà. Che questo sia avvenuto nel paese più cattolico d’Europa, dove la Chiesa ha per lungo tempo sovrastato con la sua influenza ogni aspetto della società civile, è ancora più grave e raccapricciante, commenta la stampa irlandese” . Al riguardo, annota Fabio Cavaliera nel Corriere della Sera: «Thomas Wall è oggi un signore di sessant’anni e porta dentro di sé l’incubo di quelle giornate trascorse nella scuola-riformatorio gestita dalla congregazione dei ‘Fratrum Christianorum’, i Brother Christians di Glin, la città irlandese sul fiume Shannon. Lì dentro la vita quotidiana era segnata dagli orrori. “Ero un bambino e ogni giorno un presule abusava di me. No, non c’era modo di evitarlo, era così per tutti, ventiquattro ore su ventiquattro, la tua intimità veniva violata”. E i piccoli dovevano piegarsi alle perversioni degli uomini di Chiesa o dei compagni più grandi che avevano la ‘supervisione’ notturna sulle camerate» . Moltissimi abusati non sono sopravvissuti alla vergogna e si sono tolti la vita buttandosi dalle finestre, impiccandosi o annegandosi nel fiume. Lo scrittore irlandese Joseph O’Connor aveva già annotato nel suo romanzo La moglie del generale che: “(…) una delle organizzazioni di sopravvissuti a questi abominevoli reati si chiama ‘One in Four’ (‘Uno su quattro’) perché è stato statisticamente provato che circa un quarto dei bambini irlandesi ha subito un maltrattamento fisico o una violenza sessuale, a casa propria, a scuola, ovunque avrebbe dovuto sentirsi invece protetto. C’è chi ha distolto gli occhi guardando, chi si è tappato le orecchie. I bambini sono stati trattati con un’irrilevanza sovrumana in Irlanda, una società che per difendere un prete sarebbe disposta a mettersi a testa in giù in una contorsione morale, ma che per un bambino vittima di stupro non muoverebbe un dito” .
    da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

    http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php

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