In-giustizia religiosa

La religione cattolica, come le altre religioni, si propone come maestra ed esempio anche in relazione alla morale. Sarebbe pertanto logico aspettarsi anche insegnamenti e comportamenti particolarmente attenti alla giustizia, specialmente in questioni religiose, nei rapporti con non credenti o “diversamente credenti”. Sarebbe naturale attenderci grande attenzione a non cercare, promuovere od usufruire di situazioni di privilegio….

Evidentemente la storia dimostra l’esatto contrario. Per chi volesse un’ampia documentazione sull’argomento suggerirei Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi. Raffaele Carcano, Adele Orioli. Roma, Luca Sossella Editore.

Ma, senza scomodare la storia, anche se oggi si ritiene comunemente che nel nostro paese esista una ideale libertà religiosa e di espressione, ad un esame più attento, ci possiamo accorgere di vivere in una società tutt’altro che liberale in questo campo.

Il caso dei manifesti atei, ad esempio, ci ha mostrato chiaramente che affermare pubblicamente le proprie opinioni in relazione alla non esistenza di Dio, se non viene impossibilitato, viene fortemente ostacolato e si grida allo scandalo. Non sarebbe logico aspettarci che, se qualcuno afferma in pubblico che Dio esiste, chiunque abbia il diritto di controbattere o negare altrettanto pubblicamente?

Ogni giorno e, specialmente ad ogni festività, sentiamo rappresentanti delle gerarchie religiose (in Italia soprattutto Cattoliche) proclamare con tutta l’enfasi e la “certezza” possibile ogni genere di “verità” religiose anche sui principali mezzi di informazione. Non sarebbe giusto concedere altrettanta “visibilità” e risonanza a chi volesse contestare o proporre convinzioni diverse?

Purtroppo non si tratta solo di semplici proclamazioni di principi. Molto spesso, non solo vengono espresse forti critiche (alle quali sarebbe giusto concedere il diritto di replica), ma vengono anche vilipese e diffamate le posizioni diverse, i movimenti culturali passati e presenti (come l’illuminismo, il relativismo, il positivismo, lo gnosticismo, l’ateismo, la laicità, l’etica laica, ecc..) e la scienza stessa… Ma ancora più grave è il fatto che le gerarchie cattoliche e i credenti tentano in ogni modo di imporre (e in Italia generalmente ci riescono) la propria visione della vita e la propria morale anche a chi non crede o crede diversamente. Il caso Englaro e il Testamento biologico sono solo due dei tanti esempi al riguardo.

Il libro Uscire dal gregge documenta in modo impressionante la storia dei soprusi, delle violenze, delle persecuzioni, ecc. che hanno accompagnato e determinato la diffusione del Cristianesimo. La “Santa Inquisizione” è l’esempio e il momento finale prima che movimenti culturali come l’Illuminismo costringessero a comportamenti “più civili”. Potrebbe sembrare e generalmente c’è la convinzione che la chiesa odierna abbia superato questa mentalità e gli atteggiamenti che ne conseguono. Ma, purtroppo, si tratta solo di un adeguamento “per forza maggiore” in quanto i fondamenti che hanno portato ad una storia di barbarie ed ingiustizie religiose restano ancora oggi proprio perché si fondano su “certezze rivelate” che pongono automaticamente le proprie opinioni al di sopra di tutti e di tutto….e fanno trovare giustificazione e “santità” anche ai comportamenti più deplorevoli (come “santa” era ritenuta e definita l’Inquisizione). Le imposizioni e le ingiustizie nei confronti di chi la pensa diversamente continuano e continueranno in misura inversamente proporzionale alla debolezza degli avversari…..

Uno stato che si definisce laico dovrebbe essere consapevole e “immunizzato” a imposizioni determinate dalla religione, ma la realtà risulta ben diversa in tutto quello che, direttamente o indirettamente, tocca i temi e gli “interessi” delle istituzioni religiose….

Ultimamente abbiamo un esempio evidente della “giustizia” nell’imposizione anche ai non credenti o diversamente credenti dell’esposizione dei crocefissi negli edifici pubblici.

Oggi leggiamo che in Irlanda è entrata in vigore una legge contro la blasfemia, ma nessuno si sogna di denunciare sui principali media le continue e gravi offese delle gerarchie ecclesiastiche contro i movimenti culturali che ci hanno liberato dalla dittatura, dai roghi, dalla caccia alle streghe e dalla persecuzione di chiunque tentasse di pensarla diversamente e dall’oscurantismo della Chiesa Cattolica

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