Vaticano S.p.A. – recensione

Da Resistenza Laica:

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Nel 2003 muore un signore, sconosciuto ai più, di nome Renato Dardozzi. Chi era costui? Membro dell’Opus Dei, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e, per oltre venti anni, una delle figure chiave della gestione delle finanze vaticane con compiti di vigilanza sullo Ior oltre che uno dei pochissimi consiglieri della Segreteria di Stato della Santa Sede, il più antico ed importante dicastero della curia romana, prima con il Segretario di Stato Agostino Casaroli poi con il suo successore Angelo Sodano. Non certo un pirla, come direbbe qualcuno a Milano. Eccheccefrega? Direbbe qualcun altro a Roma!

Ce frega eccome, perchè Dardozzi espresse volontà testamentaria che venisse reso pubblico, dopo la sua morte, un archivio, da lui pazientemente costruito negli anni, di oltre quattro mila documenti, costituito di carte-lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici, missive tra le più alte autorità vaticane, che testimoniano, in modo inoppugnabile, i legami tra la finanza del vaticano e la politica italiana.
E’ la prima volta che supposizioni, dubbi e sospetti sulla liceità e moralità del comportamento della chiesa cattolica, in ambito finanziario, diplomatico, politico ed etico, trovano riscontro in prove documentali prive di qualunque alea interpretativa. Ogni documento ed ogni pezza giustificativa raccolti da Dardozzi sono cunei che inchiodano lo Stato Pontificio alle sue nefandezze. Sono tessere che ricompongono un ampio mosaico di peccati veniali e mortali commessi dai guardiani della fede ed il quadro di una conclamata violazione unilaterale di un patto tra stati come il Concordato.

Colui a cui si deve il monumentale lavoro di ricostruzione del puzzle si chiama Gianluigi Nuzzi, giornalista del settimanale Panorama dov’è approdato seguendo Belpietro col quale già lavorava a Il Giornale. Nuzzi viene avvicinato con moltissima prudenza e molta paura dagli esecutori delle ultime volontà di Dardozzi. La scelta ricadde su di lui proprio perchè riconosciuto come appartenente ad un’area di pensiero che non poteva in alcun modo essere associata ad un pregiudiziale, sommario anticlericalismo.

Inizia così un paziente lavoro di catalogazione e di contestualizzazione dei documenti e, dopo quasi due anni di lavoro, si confermano verità raccapriccianti su reati di ogni sorta commessi da altissimi prelati attraverso lo Ior, Pontefice informato, in nome della missione terrena del Vicario di Cristo e dei suoi Pastori.
Malversazioni, appropriazioni indebite di lasciti, ingerenze politiche, smistamento di denaro di dubbia provenienza in favore dei beneficiari della maxi tangente Enimont, lavaggio di denaro per conto dei corleonesi dell’ex Sindaco di Palermo, Ciancimino, collusioni profonde con Gelli e P2, probabili responsabilità, quantomeno morali ed indirette, sugli omicidi di Ambrosoli, Pecorelli, Sindona e Calvi.
Molto era emerso, all’epoca dei fatti, sulla gestione Marcinkus della Banca Vaticana, ma si era lasciato credere che con l’esonero dell’anima nera, pulizia fosse stata fatta. E invece è proprio col dopo Marcinkus e con la gestione de Bonis, caldeggiato dallo stesso Amerikano, che iniziano il peggio ed il libro.

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