Il Golpe Strisciante della Criminalità Transnazionale

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Da Fai Notizia:

Com’è noto, le organizzazioni mafiose mondiali sono ormai in grado di corrompere poliziotti, giudici, politici e avvocati, programmatori di computers e generali, tanto che alcuni osservatori hanno definito la globalizzazione del crimine, una specie di “golpe strisciante”. Le cifre del volume d’affari della criminalità organizzata mondiale sono sconvolgenti. Si stima che dal 1986 al 1996, il giro d’affari dell’internazionale del crimine sia quintuplicato raggiungendo l’astronomica cifra di mille miliardi di dollari, più dei bilanci di ben 150 Paesi membri delle Nazioni Unite. E’ difficile pensare ad una multinazionale legale che abbia ottenuto un tale trend di crescita in tutta la storia del capitalismo. E’ plausibile immaginare che nell’ultimo decennio, questa enorme cifra sia stata perlomeno raddoppiata. Fu il senatore democratico John Kerry, ex presidente del Sottocomitato contro il Terrorismo, i narcotici e la mafia, ad affermare che le organizzazioni mafiose sono la terza potenza planetaria dopo gli Stati Uniti e la Russia. Certamente uno dei vantaggi che le organizzazioni malavitose hanno rispetto alle polizie degli stati, è che queste ultime nelle loro indagini devono arrestarsi all’interno dei propri confini, mentre le organizzazioni mafiose possono tranquillamente ignorarli. Esse paiono somigliare all’Idra, l’essere mitologico a più teste. Per quante teste riuscite a recidere, ne nascono sempre altre. In generale possiamo individuare cinque Grandi della globalizzazione della criminalità: la mafia italiana, quella russa, la yakuza giapponese, le triadi cinesi e i cartelli colombiani. Attorno a queste ruotano una serie di organizzazioni minori. Il clima di cooperazione esistente fra le diverse mafie è ragguardevole: evidentemente sono ben consapevoli che nelle rispettive aree di influenza c’è abbastanza spazio per arricchirsi tutti, senza bisogno di farsi la “guerra fra bande”. Ecco allora mafiosi russi incontrarsi con mafiosi italiani in un vertice a Zurigo, in seguito al quale i russi consegnano droga agli italiani, che si occupano poi di distribuirla ovunque. Perfino missili terra-aria sono stati oggetto di scambio fra moscoviti e siciliani, durante l’ultimo conflitto balcanico: erano destinati ai serbi di Bosnia. Uno dei perversi effetti del proibizionismo mondiale degli stupefacenti, è stato quello di aver trasformato la droga non solo in una merce in sé stessa, ma anche in una moneta di scambio accettata ovunque, in taluni casi preferibile alla stessa valuta avente corso legale. Lo si è gia visto nel caso Iran-Contras, ma un altro esempio noto è quello dei colombiani che forniscono cocaina ai cinesi per il Giappone in cambio di eroina per gli Usa, con trasferimento finale dei denari sporchi in Europa.

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