La legge di dio e quella degli uomini

Da Cronache Laiche:

Nel post Contraccezione e catto-scienza ci chiedevamo come possa esistere una medicina cattolica e una non cattolica (come suggerito dal nome della Federazione internazionale delle associazioni dei medici cattolici) e, più in generale, come si sposi una scienza con il pregiudizio derivante da una confessione religiosa.
La risposta è arrivata oggi dall’intervista che il cardinale di Torino Severino Poletto ha rilasciato a Repubblica a proposito del caso Englaro. Poletto dichiara che “i medici cattolici che si trovassero a lavorare nell’ospedale dove si intende interrompere l’alimentazione di una persona, dovrebbero obiettare e rifiutarsi di farlo”.

La frase in sé, riferita a una generica “persona”, credo trovi tutti d’accordo, legge italiana compresa. Peccato che la persona in questione sia Eluana Englaro, per la quale esiste una precisa sentenza della Corte di cassazione.

Ma veniamo alle argomentazioni del cardinale a sostegno della sua tesi. Al giornalista che gli chiede se, in un caso come quello Englaro, debba prevalere la legge dello Stato o quella della religione, Poletti risponde: “La legge di Dio non può mai essere contro l’uomo. La legge di Dio è sempre per l’uomo. Andare contro la legge di Dio significa andare contro l’uomo. Dunque, se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell’uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti”. E ancora: “Un cattolico rispetta le leggi e rispetta la sua coscienza. Per questo esiste la possibilità di fare obiezione quando l’applicazione di una legge contrasta con i propri convincimenti profondi”. Ma poi, bontà sua, si ricorda che il problema non è solo cattolico: “Questo non è un problema che riguarda solo i cattolici. Anche per molti non credenti è stato così. Si ricorda quando c’era la leva obbligatoria e molti ragazzi facevano obiezione perché non accettavano di impugnare le armi?”

Vorremmo ricordare al cardinal Poletto, visto che confonde due temi neanche lontanamente paragonabili, che la professione medica è volontaria, mentre la leva era obbligatoria.  Il medico che ha scelto di esercitare la professione in una struttura pubblica è tenuto a rispettare le leggi dello Stato in materia. Ciò significa che, ad esempio, se è contrario per proprie convinzioni etiche a mettere i punti di sutura laddove il protocollo lo prevede, è comunque obbligato a farlo, con buona pace delle sue personali convinzioni che nulla hanno a che vedere con la professione. Idem per i farmacisti, tirati in ballo sempre da Poletto: acquistare la pillola anticoncezionale dietro prescrizione medica è un diritto di ogni donna, e il farmacista è obbligato a venderla. Ve lo immaginate un impiegato dello sportello postale che rifiuta di accettare il pagamento di bollettini in favore di partiti politici di cui non condivide le idee? Poletto giustifica anche lui?

Ma veniamo alla leva. Forse il cardinale dimentica che prima dell’entrata in vigore della legge che ha istituito il servizio civile in alternativa alla leva obbligatoria (1972), gli obiettori di coscienza, contravvenendo alle leggi dello Stato, erano considerati disertori e per loro c’era la galera.

Seguito

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