Dai disabili agli omosessuali, Vaticano indifferente a chi viene discriminato

Da Associazione Luca Coscioni

Dichiarazione di Alessandro Capriccioli e Josè De Falco*

La conferma del rifiuto da parte della Santa Sede a sottoscrivere la Convenzione ONU sui diritti dei disabili giunge subito dopo l’analogo diniego alla depenalizzazione mondiale dell’omosessualità. In entrambi i casi le dichiarazioni del nunzio apostolico hanno cercato di ricondurre le decisioni a criteri di carattere etico: la tutela della famiglia naturale da un lato, la condanna dell’aborto dall’altro. Ma la realtà è ben diversa. Non si tratta di posizioni etiche, ma marcatamente politiche, con cui il Vaticano conferma di aver abbandonato, anche solo a livello di comunicazione, la strada della vicinanza ai discriminati, per passare ad una strategia finalizzata a conservare il potere e ossessionata dal terrore dello “scivolamento”. Così, per non dare neppure impercettibilmente la sensazione di cedere sul tema dell’aborto o su quello del matrimonio gay, la Santa Sede è disposta a ripiegare su un atteggiamento esclusivamente autoreferenziale e dogmatico, ignorando i problemi delle persone con disabilità e sostenendo gli stati che perseguono l’omosessualità fino alla morte. Posizioni, queste, difficilmente comprensibili se non alla luce della tutela di specifici interessi, di cui non sarà facile dar conto prima di tutto ai credenti: posizioni che rischiano quindi di ritorcersi in primo luogo contro la Chiesa stessa.

* Membri di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni

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Una Risposta

  1. Riporto un bel commento da Resistenza Laica
    (http://www.resistenzalaica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1430&Itemid=1)

    scritto da Felsineus , dicembre 09, 2008
    Questa presa di posizione della chiesa cattolica appare semplicemente indegna ed indifendibile.
    Spero che non si osi più porre in questione la possibilità di un etica laica. D’ora in poi, si discuta se è ancora possibile aderire in toto al cattolicesimo e rimanere persone eticamente integre.
    Con questa scelta la chiesa confessa, urbi et orbi, di non essere più in grado di insegnare niente a nessuno e di non aver ancora imparato i fondamenti minimi delle libertà individuali e della dignità dell’uomo.
    Con questa scelta mostra il suo vero volto. Un volto che, francamente, fa paura.

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