Prostituzione: causa o effetto?

In questi giorni si parla spesso di prostituzione anche a seguito delle misure adottate dal governo per vietarla sulle strade e nei luoghi pubblici.

Per evitare equivoci ed errori, non sarà male porci qualche domanda per capire se questo fenomeno “sia causa o effetto”; infatti è ben diverso affrontare il tema con la convinzione che si tratti di un sintomo di qualche problema che sta a monte rispetto a trattarlo direttamente come causa….

Per introdurre il tema (l’inizio potrebbe dare una idea sbagliata sul tema successivo):

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1) La sessualità è un elemento determinante della espressione individuale più profonda e totalizzante. Limitarla, frenarla o costringerla in parametri più o meno angusti (salvo che per non recare danno a terzi) può essere peggio che negare o limitare la libertà di pensiero e di espressione. La stessa psicologia ci insegna quanto possa essere dannosa la repressione sessuale….

2) Generalmente accettiamo e incoraggiamo ogni espressione, gioco e attività legata alla mente ed al corpo: lungi dal considerarle negative approviamo e promoviamo ogni genere di attività, da tutto quello che stimola la mente come il gioco di scacchi, carte, i quiz, ecc. a quello che esprime ed esercita le potenzialità corporee come il calcio, il tennis, il nuoto, la corsa, ecc.. Perché solo nell’ambito sessuale si fa di tutto per limitarne l’espressione con proibizioni, tabù, svilimenti e negatività di ogni genere? Sotto questo punto di vista non vivono meglio i bonobo?. Non potremmo adottare il loro modo di vivere la sessualità e arricchirlo con molta più immaginazione, sensualità e affetto?

3) Si dice normalmente che la prostituzione sia “antica quanto il mondo”, ma è vero? O non sorge e si sviluppa con e in proporzione alla regolamentazione/imprigionamento della vita sessuale all’interno di istituzioni e/o schemi fortemente limitativi?

4) La cultura, la religione, i tabù, ecc.. propongono e difendono degli standard e delle istituzioni rigide. Non si tratta di gabbie che limitano o impediscono una vita sessuale “secondo natura”? La prostituzione non rappresenta anche una valvola di sfogo a questo?

5) La cultura, i tabù, la religione, ecc… con i loro parametri non sono causa di questa necessità di “sfogo” o di un “completamento”….? E, se si, non sono le stesse a condannare la prostituzione? Non sono quindi causa di quello che condannano?

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