Benedetto XVI richiama all’ordine la Chiesa francese

Da UAAR:

A Lourdes, il papa riafferma davanti alla Conferenza Episcopale Francese che “non si possono ammettere le iniziative che mirano a benedire le unioni illegittime”. Nonostante la questione sia “particolarmente dolorosa”, afferma Benedetto XVI, “la Chiesa non può opporsi alla volontà di Cristo”: è infatti diffusa nelle parrocchie francesi la pratica di benedire comunque le coppie di divorziati risposati. Il papa inoltre critica le leggi che “relativizzano” la famiglia, come quelle per le unioni civili, e che “cercano più di adattarsi ai costumi e alle rivendicazioni di particolari individui o gruppi, che non di promuovere il bene comune della società”. Il papa chiede inoltre alla Chiesa francese di accettare la “liberalizzazione” della messa in latino, che in Francia suscita polemiche anche in seno ai vescovi, anche a causa dello scisma tradizionalista dell’arcivescovo Lefebvre.

Sulla laicità, il papa afferma che la Chiesa “non rivendica il posto dello Stato” e che essa “desidera rispettare l’originalità della situazione francese”; nonostante ciò, sostiene che sia necessaria la “messa in evidenza delle radici cristiane della Francia, che permetterà ad ogni abitante di questo paese di comprendere da dove viene e dove va”.
Rivolgendosi ai giovani presenti alla messa, li ha invitati a “dire sì alle chiamate del Signore”, siano il sacerdozio o il matrimonio. Benedetto XVI nei saluti non dimentica “l’intera nazione italiana”, su cui veglierebbe la Madonna.

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Tipi di Convivenza (in prospettiva futura):

L’istituzione familiare si è costituita e modificata nella storia in relazione ad esigenze economico-sociali e culturali.

Nell’ultimo mezzo secolo la società e la cultura dei paesi occidentali si sono trasformate profondamente: ad es. si è consolidata la possibilità del divorzio; si comincia a trattare la legalizzazione di varie forme di convivenza; si parla di “coppie di fatto”, “famiglie allargate”, ecc

In periodi di cambiamento della società tanto profondi se si adottano politiche di “difesa” o di “incentivo” verso una forma specifica di Famiglia sulla base di concezioni passate, si rischia di frenare o, addirittura, di impedire il sorgere spontaneo di forme nuove e più rispondenti alle esigenze concrete del momento socio-culturale.

Ci si lamenta spesso che tanti crimini efferati avvengono all’interno delle famiglie. Non potrebbe essere che la costrizione in schemi sorpassati sia una delle cause scatenanti di vari delitti? Violenze sulle donne, stupri più o meno evidenti e gravi, pedofilia, ecc. quanto sono frequenti all’interno delle famiglie di stile “Cattolico” rispetto a società indigene dove i bambini vivono con le donne…..?

Sarebbe anche l’occasione di abolire per sempre delle barbarie come “i doveri sessuali dei coniugi” più comunemente chiamati “doveri coniugali” che rappresentavano troppo spesso vera e propria odiosa schiavitù sessuale da parte delle donne…

Alle istituzioni pubbliche non dovrebbe interessare il tipo di convivenza, ma solo i rapporti di Maternità, Paternità e Figliolanza con relativi diritti e doveri, oltre, ovviamente, alla tutela dei deboli.

Vedere “Fate l’Amore, Non Fate la Guerra”

Vedere anche “La gioventù Cattolica in cammino!”

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Una Risposta

  1. La chiesa cattolica ha paura della laicizzazione della struttura familiare poiché ha ben più interesse a mantenere le cose come stanno, nonché a continuare a considerare la donna succube dell’uomo (penso che sia questo il motivo, determinato da secoli e secoli di irregimentazione sul tema, di determinati comportamenti ed episodi vergognosi nei confronti delle donne). Lo Stato dovrebbe guardare al cittadino e a garantire la libertà di espressione di ognuno, secondo le leggi e la Costituzione (che giustamente questo impone). Garantire, non permettere, garantire! E per far questo le istituzioni dovrebbero avere l’orgoglio e la serietà di porsi in maniera decisa ed indipendente nei confronti del Vaticano, leggasi “E’ ora di scrivere la parola LAICITA’ nel presente e nel futuro di questo paese”.
    Saluti laici, libertari, radicali

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