Famiglia Cristiana, fedele esattore del Vaticano, batte cassa

Da Pensare…Sognare…Comunicare:

Se non fosse che davvero infastidiscono molto le spudorate menzogne e preoccupa il reiterato attacco alla legge 194, la reazione istintiva alla richiesta di “Famiglia Cristiana” di “sgretolare il mito della 194“, sarebbe quella di un “rumoroso sberleffo” alla Totò.

Sembrano tutti ringalluzziti e lo mostrano sfoderando arroganza ai limiti dell’insolenza. Atteggiamento che, di solito, scaturendo dall’ignoranza, nasconde debolezza. E la debolezza nasce dalla paura. Già, la paura che torna dopo secoli e dopo tante torture, tanti eccidi perpetrati con la scusa di “scacciare il demonio” ma, nella realtà, motivati solo dal terrore che i vari Giordano Bruno, non soggiacendo alle direttive vaticane, perché culturalmente e spiritualmente superiori, potessero propagare il virus del “libero pensiero”.

Oggi, a distanza di secoli si torna a praticare la caccia alle streghe. Non sono più i “sabba” e i riti satanici ad essere perseguiti, ma la legge 194, la biogenetica, la scienza, i diritti dell’uomo universalmente sanciti.

Cresce la paura e più cresce più si riaffilano le armi. La paura di un mondo laico fatto di persone con un cervello capace di ragionare. Un mondo che crede nella scienza, per cui la sua umanità è capace di elaborare convinzioni proprie. Un mondo che ha imparato che qualsiasi imposizione dogmatica, mozza le ali e relega l’uomo al ruolo di schiavo fra gli schiavi. Un mondo che vuole la spiritualità di ognuno libera di esprimersi contro qualsiasi tentativo di ingabbiarla in questa o quella religione, fosse pure quella cristiana. Un mondo che ha acquisito la consapevolezza piena che l’opinione della chiesa è viziata alla base dalla necessità di conformarsi ai dogmi e da quella di difendere i propri interessi economici.

donne6.jpgUn mondo che, nonostante il pressing della Chiesa, è destinato ad allargare i suoi confini perché è un mondo che comunica, che si confronta, che allarga i propri orizzonti, che parla, acquisisce nozioni, informazioni, si erudisce attraverso tutti i mezzi che la tecnologia e, quindi, la scienza, tanto condannata e invisa, mette a disposizione e che, proprio attraverso questi mezzi, diffonde il “virus del libero pensiero” che può dilagare senza freni. Un mondo che non ha bisogno per “esistere” di imporre fedi. Un mondo che ascolta, accetta, decide; che si batte per i diritti umani e per questo sente il dovere di denunciare menzogne e inganni.

E nelle dissertazioni di Famiglia Cristiana ci sono menzogne e inganni non più sopportabili. Qui non siamo di fronte alla “medaglia e il suo rovescio”, cioè davanti alla verità soggettiva lasciata alla libera all’interpretazione personale e perciò, per ciascuno diversa, ma pur sempre “verità”.

Qui si parla della verità oggettiva, cioè, quella fornita da dati inconfutabili e certi. E’ questa verità oggettiva che se alterata e “artatamente” falsata diventa spudorata menzogna.

Cà nisciuno è fesso” direbbe il già citato Totò.

Oggi in Parlamento ci sono i numeri per sgretolare il mito della 194”, sentenzia” Famiglia Cristiana con il suo editoriale che fa da eco alla condanna emessa nei giorni scorsi da Benedetto XVI che aveva definito la legge “una ferita alla società italiana”. La 194 ha “legalizzato l’aborto”si indigna Famiglia Cristiana – ed “ha sicuramente contribuito, lo dicono i numeri, all’ inverno demografico”; ma non si riesce a rivedere, un tabù intoccabile, in un Paese dove si cambia perfino la Costituzione”.

Ma davvero? Menzogne infinite. Nella relazione del ministro della salute sulla attuazione della legge194/78 si legge che nel 2006 sono state notificate 130.033 “Interruzioni Volontarie di Gravidanza”, con un decremento del 2.1% rispetto al dato definitivo del 2005 (132.790 casi) e un decremento del 44.6% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’IVG (234.801 casi).

donne3.jpgE se questo non bastasse i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dicono che: “Si è verificato un calo degli aborti nei paesi dove è legale e sicuro, mentre i ricercatori non hanno riscontrato differenze nei paesi in cui è illegale. (Sedgh G et al. Lancet-2007). I dati mostrano che rendere l’aborto legale non lo fa aumentare”, commenta Sharon Camp, presidente del Guttmacher Institute.

Siamo all’inganno generato dalla paura. Quella stessa paura che rende più cruente le reazioni. Ormai è ben chiaro a tutti che questa nuova crociata integralista contro la Legge 194 è solo un attacco alla laicità dello stato e soprattutto all’autodeterminazione, la libertà e la dignità delle donne perché fanno paura anche loro. Queste donne che diventano manager, ministri, dirigenti si muovono con disinvoltura e parlano senza remore o timori reverenziali. Queste donne che abbandonano il focolare domestico e accampano diritti.

Fanno paura perché escono dai canoni clericali che vogliono la donna come un semplice contenitore di figli e come tale non può avere diritti, perciò sottomessa a tutto e a tutti, anche ad un embrione. La donna deve essere semplicemente “madre e sposa“, per usare le parole di papa Benedetto XVI.

Va fatta una doverosa precisazione a Famiglia Cristiana: le donne che si battono per difendere la legge194 non sono “frange di femministe fuori dalla storia” come si legge nell’editoriale. Sono Donne che sanno essere madri, spose e amanti, manager e operaie, battono record e gestiscono potere e politica. Insegnano e imparano, vincono e perdono, piangono e ridono, amano e odiano, ma soprattutto scelgono. Ed è questa autodeterminazione che fa paura da sempre perchè fa vacillare la loro torre che si regge sulla prevaricazione e il controllo.

E’ la paura di perdere il controllo, la paura di perdere il potere, la paura di non contare che porta a reazioni scomposte e troppo violente. Con la richiesta esplicita di “sgretolare la 194” si vuole battere cassa e mettere alla prova, dopo averlo appoggiato, la “fedeltà” e la riconoscenza del governo Berlusconi ter. Una riconoscenza che tarda ad arrivare. Ed è il panico totale. Allora si parte all’attacco.

donne5.jpgNei giorni scorsi si erano potute cogliere sull’Avvenire, giornale assai caro a Ruini, perplessità sull’assenza di “ministri cattolici” nel nuovo gabinetto uscito dalle elezioni. Il Giornale, quotidiano berlusconiano, ammettendo che “Formigoni è rimasto in Lombardia”, e il “ciellino Lupi si è dovuto accontentare della vice presidenza della Camera”, affermava “E dunque: è un tradimento dell’elettorato cattolico? E’ presto per dare risposte. Tuttavia, una cosa si può dire fin da ora. Pensare che il desiderio dei cattolici di avere al governo uomini e donne dalla sicura fedeltà personale ai valori della Chiesa, è piuttosto infantile…Il cattolico non vuole un governo di virtuosi: vuole un governo che tuteli i propri valori…Meglio un libertino che dice di no ai Dico che un integerrimo padre di famiglia che legifera proprio contro la famiglia”. Famiglia Cristiana, che oggi ha assunto il compito di divulgare gli umori autentici dei Palazzi Apostolici, con tono irritato replicava prontamente e faceva notare, ancora una volta, come il Berlusconi Ter sia “il primo governo senza un solo ministro del mondo cattolico, neanche uno che sia espressione di associazioni e movimenti le cui radici affondano nella dottrina sociale della Chiesa. Non ci sono più i comunisti, ma sono scomparsi anche i cattolici. …Il colmo è stato raggiunto con la scomparsa del ministero per la Famiglia. E’ più urgente il federalismo fiscale o il quoziente familiare? Alle politiche familiari non basterà certo il colpo di teatro dell’abolizione dell’Ici che non porterà alcun beneficio”. E’ toccato, al vicepresidente del Pdl alla Camera, Maurizio Lupi, cercare di placare gli animi: “Dopo 30 anni occorre una verifica della normativa che rischia di non essere più attuale, per apportare le modifiche necessarie a rimuovere gli ostacoli materiali che spesso inducono la donna a compiere la drammatica scelta dell’aborto”- ha dichiarato Lupi nel tentativo di conciliazione– “Il tema è delicato e proprio per questo ci auguriamo che in Parlamento possa svilupparsi un dibattito aperto e costruttivo, che superi mere contrapposizioni ideologiche per mettere in campo interventi che tutelino la vita“.

Sembra che tutti vogliono “volutamente” ignorare che la 194 è stata sottoposta a referendum popolare che ha visto la partecipazione dell’80% degli aventi diritto al voto ed è stata votata con una maggioranza dell’88,4%. Chiunque pensi di demolirla o modificarla snaturandone il senso, dimostrerebbe di non avere nessun rispetto per i cittadini che l’hanno voluta, con buona pace della democrazia e della laicità dello stato.

donne7.jpgPer fortuna per molti la 194 rimane un diritto acquisito. Segnali positivi si possono scorgere ovunque, come quello inviato dalla Regione Campania, in cui il Presidente della Commissione sanità, Angelo Giusto, ha chiesto e ottenuto l’istituzione di una commissione di indagine con funzioni inquirenti per approfondire la questione relativa alla applicazione della legge 194, denunciando l’aumento dei medici obiettori che, da un’indagine della magistratura, alimenterebbero il mercato clandestino degli aborti.

Chi è schierato in difesa della 194 ha il dovere civico e morale di adoperarsi affinché, oltre alla Campania, tutte le altre Regioni facciano arrivare un messaggio chiaro al Governo onde evitare che sia evasa la richiesta della chiesa, perché nel conto non c’è solo la legge 194 ma anche, e soprattutto, i diritti umani e questo sarebbe davvero un prezzo troppo alto da pagare.

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Una Risposta

  1. Se si concede ai ginecologi religiosi di negarsi a interventi abortivi per “obiezione di coscienza” , allora, a maggior ragione, si deve permettere ai ginecologi atei di interrompere una gravidanza, facendo “obiezione di coscienza”, anche oltre i casi previsti dalla legge. Ho detto “a maggior ragione” perché, a ben riflettere, vera coscienza è quella degli atei; i religiosi, piuttosto che alla propria coscienza, ubbidiscono a un’autorità, mondana o celeste, reale o immaginaria, comunque esterna e dispotica. Grazie.

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