Campagna laica contro l’otto per mille

B16Noi laici ci lamentiamo perché nessuno ha osato mai proporre una battaglia concreta sulla quale impegnarci, per portare avanti i nostri ideali e cominciare a segnare qualche punto a nostro favore.

A dire il vero, proposte di ogni tipo e raccolte di firme non sono mancate, ma sono state abbandonate immediatamente, perché si è constatato che non portavano da nessuna parte. Quale migliore occasione allora – adesso che mancano poche settimane alla dichiarazione dei redditi – per mandare in porto una iniziativa che potrebbe incidere sulle ingenti somme di denaro di cui la Chiesa si appropria attraverso il meccanismo truffaldino dell’otto per mille?

Sto proponendo di lanciare una campagna con l’obiettivo di far conoscere agli italiani come funziona il meccanismo che regola la distribuzione del denaro incassato con l’otto per mille, perché si impegnino a loro volta nel farlo conoscere ai loro amici, parenti, compagni di lavoro e referenti Internet. Non costa niente e un suo eventuale successo ridarebbe ai laici la carica che è venuta a mancare il questi giorni e la voglia di tornare a lottare per la laicità dello Stato e l’allentamento della presa della Chiesa sulla società civile.

Per decidere in modo consapevole se è meglio far cadere la propria scelta sullo Stato o su una delle confessioni religiose indicate nel 740 – cattolici, valdesi, ebrei, luterani, avventisti o assemblee di Dio – e, nella seconda ipotesi, su quale di queste, è necessario studiare il marchingegno creato dalla quasi totalità delle forze politiche per favorire la Chiesa in cambio di voti.

Il meccanismo funziona in questo modo. La ripartizione del “monte premi” avviene sulla base della percentuale delle firme raccolte dai sette soggetti, senza tener conto dei contribuenti che hanno preferito non fare nessuna scelta. Conviene quindi fare una scelta, perché il nostro contributo saremo costretti a versarlo comunque.

L’esempio che segue serve a far luce su quello che a molti contribuenti appare come un vero e proprio puzzle. L’anno scorso hanno fatto la loro scelta solo il 35% dei contribuenti. Tra le sei confessioni religiose – grazie alla rinuncia dello Stato a una parte dei suoi fondi in favore della Chiesa cattolica e agli spot pubblicitari ripetuti ossessivamente per convincere i cittadini a firmare per lei – questa ha raggranellato un numero di consensi di poco superiore al 30%, ma si è vista attribuire l’ottantasette per cento del “monte premi”.

Perché proprio l’87% e non il 70% o il 90%? Per capirlo basta eseguire questa proporzione. Il 30% sta al 35% come l’87% sta al 100%. In altre parole la Chiesa ha ottenuto il 30% del totale, ma è stato considerato totale non il 100% dei contribuenti, come sarebbe stato logico, bensì il 35%, percentuale corrispondente al numero di coloro che hanno fatto una scelta.

Chi sa che l’87% del “monte premi” ammonta a un miliardo di euro, vale a dire circa duemila miliardi delle vecchie lire – di cui solo una minima parte viene spesa in beneficenza – può capire la profondità dell’ingiustizia perpetrata ai danni delle altre confessioni religiose e di quei cittadini che non intendono contribuire ad arricchire ulteriormente la Chiesa.

abiti del Papa

Il nostro obiettivo è quello di far crescere il numero di persone che fanno una scelta diversa da quella di assegnare l’otto per mille alla Chiesa cattolica, perchè solo in questo modo sarà possibile ridurre a livelli accettabili la somma che questa intasca grazie alla compiacenza dello Stato. Altri modi non ce ne sono, almeno fino a quando non si riuscirà a far inserire tra le voci dell’otto per mille la ricerca scientifica, perché in quel caso relativisti, agnostici, anticlericali, evoluzionisti, atei e laici opterebbero senza il minimo dubbio per questa soluzione.

Non scegliete lo Stato dunque e non rinunciate a fare una scelta, ma fatela cadere su una delle confessioni religiose, eccetto quella cattolica.

Riportate questo post sui vostri blog e siti e invitate i blog e i siti del vostro giro a fare altrettanto. Questa è l’arma più efficace per sottrarre alla Chiesa cattolica almeno una parte delle somme che percepisce, mentre i due terzi delle famiglie italiane non arrivano a fine mese. Non possiamo restare inerti davanti a questo grido di dolore.

Vedere anche: Otto per mille, una scelta informata (UAAR)

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