Più che l’Alitalia, bisogna salvare l’Italia

Più che l’Alitalia, bisogna salvare l’Italia

Alitalia

Immagine da Don ZaukerAh l’Italia!

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L’Alitalia è diventata il simbolo e l’esempio dell’Italia stessa. Negli ultimi decenni la compagnia di bandiera ha avuto un costante e inarrestabile declino fino alla situazione fallimentare odierna. Invece di individuare le cause e farne carico a chi di dovere, gli amministratori ne sono usciti premiati con stipendi e liquidazioni favolose!

Tutti possono rendersi conto facilmente che in questo paese troppe cose non funzionano. Ma questo non sarebbe tanto allarmante se ci fossero in atto o in programma delle misure correttive, almeno a lungo termine. Purtroppo, non solo questo non succede neanche in prospettiva, ma vediamo che la situazione peggiora paurosamente col tempo…..

Qualche decennio fa si è accumulato un debito pubblico che, per pagare i soli interessi si deve impegnare gran parte del bilancio rendendo così difficile una seria politica di intervento su settori cruciali che andrebbero incoraggiati, indirizzati, aiutati e, comunque, costituisce un continuo handicap per la programmazione del paese….

Di fronte a questo le classi dirigenti si sono arroccate in “caste” privilegiate che hanno continuato a prosperare, a estendere i clientelismi e i loro feudi, ad arricchire e ad aumentare il loro potere nonostante lo sfacelo…

Evidentemente, o presto o tardi, in un modo o in un altro, i debiti si dovranno pagare e si dovrà raddrizzare la situazione. Questo costituisce un peso enorme sulle spalle delle future generazioni.

Si può contrarre un grosso debito per investimenti, per diventare competitivi, per migliorare gli strumenti di produzione, per avere un appartamento proprio, ecc. Ma non ci si dovrebbe indebitare per aspetti non legati a qualcosa di produttivo o migliorativo; per sperperare.

Purtroppo, il debito pubblico italiano non è stato contratto per costruire o ammodernare grandi o piccole opere, come strade, ferrovie, ponti, porti, aeroporti, per l’istruzione, per la ricerca, ecc., ma, in gran parte dal condurre un livello di vita generale superiore alle possibilità reali.

Se alle giovani generazioni si potesse dire: “lasciamo un grosso debito, ma anche un paese all’avanguardia e in progresso” potremmo anche esserne orgogliosi e ricevere riconoscenza. Ma, purtroppo, è proprio il contrario: il paese è in declino costante e rapido in tanti settori e il debito, invece di essere in calo, tende a crescere….

Con che coraggio guardiamo in faccia ai giovani? Ogni genitore farebbe di tutto per risolvere i problemi e offrire il meglio per i propri figli.

E’ giunto il momento di dire basta.

Il guaio è che, in genere, le classi dirigenti del paese sono praticamente le stesse o l’emanazione diretta di quelle che sono state e/o sono causa di tanto disastro. Come per l’Alitalia bisognerebbe trovare un paese che si prenda la briga di salvare l’Italia. Ma non è possibile.

Una ulteriore aggravante, probabilmente la più grave, è che le classi dirigenti sono lo specchio e la conseguenza della società italiana.

Per questo bisogna cambiare. Occorre cominciare da una società più “civile”, cioè più attenta al bene sociale nella consapevolezza che il bene comune può e deve essere il bene di tutti. Non sarebbe stato possibile la “conquista” della Luna senza il contributo di tutta la storia umana.

Anche in questo, ovviamente, quello che si semina, in bene o in male, o presto o tardi si raccoglie.

Se i mali hanno origine dagli individui, per risolverli in modo serio e radicale, occorre partire dalla base, dai singoli, da noi tutti. Non possiamo più “fare i furbi”….

Per questo, più che demandare la soluzione dei problemi a questa o quella forza politica, a questa o quella coalizione, dobbiamo diventare movimento culturale forte di cambiamento e rinnovamento che, rifiutando e denunciando le scorciatoie, le illegalità, ecc., diventi spinta, “coscienza” e sentinella per tutte le forze politiche e sociali.

Come, a suo modo, Beppe Grillo ha fatto sentire la voce del dissenso, dovrebbero echeggiare tante voci che richiamino tutti alla consapevolezza che bisogna dire basta a tutti i livelli….e cambiare mentalità e comportamenti: Basta mafie, basta clientelismi, basta tangenti, ecc., basta!

Se ci si accorge di andare in folle su una discesa ripida, prima che sia troppo tardi occorre frenare e inserire la marcia giusta, e, prima lo si fa e meglio è!.

Si può essere di destra, di sinistra, di centro, di sopra o di sotto, o sottosopra, ma, un requisito fondamentale, soprattutto oggi, è la rettitudine e l’impegno “civile”. Per questo, più che sostenere questa o quella forza politica, insisterei sulla necessità di acquisire e comunicare la consapevolezza che, comunque e a qualsiasi livello, occorre cambiare mentalità e atteggiamento scegliendo con fermezza una condotta più responsabile e consapevole

Naturalmente e fortunatamente, non va tutto male; non siamo tutti o totalmente corrotti, anzi, probabilmente è il contrario. Ma occorre darci una scrollata e intervenire con urgenza e in modo radicale per evitare che la “malattia” diventi troppo diffusa o incurabile a pregiudizio anche di tutto il resto dell’organismo sano…

Spiritualità RazionaleResistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

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