Le femministe contro Giuliano Ferrara

Momenti di forte tensione a Padova e due leggere cariche di alleggerimento dei carabinieri davanti al comune

 

PADOVA – Momenti di forte tensione e anche due leggere cariche di alleggerimento dei carabinieri, domenica sera davanti al Comune di Padova, dove un gruppo di circa 200 femministe ha contestato l’arrivo in città di Giuliano Ferrara, per presentare il programma della lista «Aborto? No Grazie».

Giuliano Ferrara (Emblema)

Nessun vero incidente, tuttavia.

LA REAZIONE DELLA POLIZIA – La reazione dei carabinieri è scattata quando un gruppo di manifestanti, soprattutto donne ma anche militanti dei centri sociali e del movimento «No Dal Molin», ha cercato di forzare il blocco al cancello principale di Palazzo Moroni, la sede municipale dove Ferrara doveva ancora arrivare. È partita così una prima carica di alleggerimento, poi una seconda, che ha respinto indietro i dimostranti. Non si registrano contusi.

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SITUAZIONE TRANQUILLA – La situazione è diventata successivamente più tranquilla davanti al comune di Padova dove Giuliano Ferrara, scortato dalle forze dell’ordine, è entrato per tenere il suo intervento. Le donne e gli altri manifestanti che prima si erano fronteggiati con le forze dell’ordine stanno continuando il sit-in davanti alla sede municipale, ma il clima appare tranquillo. «Promuoviamo la cultura della vita – ha detto Ferrara, fermandosi brevemente con i cronisti – e purtroppo bisogna fare una campagna elettorale blindata. È una cosa normale?». «A questi estremisti – ha aggiunto Ferrara – rispondo dicendo “viva la libertà”. Non ho paura, ma sono preoccupato per lo stato di degrado di alcuni settori della società italiana». Ferrara era stato fatto oggetto di contestazioni anche sabato a Verona, e poi a Conegliano, al teatro Toniolo, dove alcuni manifestanti aveva lanciato lattine piene di vernice.

Dal Corriere della Sera

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2 Risposte

  1. Il Comune di Perugia invita i cittadini di patecipare al Consiglio Gran de sulla legge n 194 – Riflessioni e Proposte,
    Mercoledì il 26 marzo, 2008 ore 16,
    Sala del Consiglio Comunale, Palazzo dei Priori, Piazza IV Novembre
    (Centro storico di Perugia, vicino alla Fontana Maggiore).
    Spero che tante di voi riuscite ad andare. Mandate anche la stampa se potete. Vorrei anche far sapere come segue (in inglese con il riassunto in italiano)

    REPORT ON THE SITUATION OF FUNDAMENTAL RIGHTS IN THE EUROPEAN UNION
    AND ITS MEMBER STATES IN 2005:
    CONCLUSIONS AND RECOMMENDATIONS
    http://ec.europa.eu/justice_home/cfr_cdf/doc/report_eu_2005_en.pdf

    Page 80 Voluntary termination of pregnancy /Aborto

    The Network also notes that, according to the Human Rights Committee, denying to a woman
    the effective possibility to abort in circumstances where abortion is lawful under the regulations of the
    State concerned may moreover amount to the infliction of an inhuman and degrading treatment, in the
    meaning of Article 7 of the International Covenant on Civil and Political Rights. This, which the
    Human Rights Committee has already recognized on previous occasions, has been confirmed recently
    in the case of Karen Llontoy v. Peru153.

    . . . . secondo il Comitato dei Diritti Umani, negare ad una donna la reale possibilità di avere un aborto nei Stati dove l’aborto è legale secondo la legge dello Stato, può essere interpretato come sottoporla ad un trattamento inumano e degradante, secondo Art.7 del Covenant sui Diritti Civili e Politici. (Confirmato recentemente nel caso Karen Llontoy v. Peru153

    The debate is ongoing in the Member States whose abortion laws are most restrictive.
    Il dibatto prosegue negli Stati che hanno le leggi più restrittive.

    Moreover, abortion services are services in the meaning of Article 49 EC, which implies that the
    national law of each Member State may be in practice ineffective, or unable in fact to achieve its
    asserted objectives, due to the possibility for the person seeking to have access to this medical service
    to seek abortion in another Member State.

    I servizi di interruzione voluntario della gravidanza sono servizi come definiti dal Art. 49 EC che significa che la legge nazionale di ogni Stato membro potrebbe non essere effettivamente un vero servizio . . . . (Commento: vedi Genova)

    This is also an area where certain legislations, due to the
    way in which they are applied, may produce unintended effects (a tightening of the law concerning
    abortion encouraging the practice of illegal abortions, potentially dangerous for health, for example).
    . . . . (un restringimento della legge sull’interruzione della gravidanza potrebbe produrre effetti indesiderati , per esempio, potrebbe incoraggiare il ricorso agli aborti illegali, che sono potenzialmente pericolosi per la salute della donna)

  2. Grazie:
    Ho copiato la segnalazione su “Vetrina” per darle più visibilità.

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