La pallottola di Bagnasco

Di Graziella Bertozzo – graziellabertozzo@libero.it

La triste vicenda del suicidio del ginecologo Ermanno Rossi, in servizio presso l’Ospedale Gaslini di Genova, indagato per il sospetto di aver effettuato aborti clandestini, senza rispettare la legge 194, oltre a riportarci indietro di 30 anni, solleva il velo su alcune vicende vaticane…
La prossima visita di Ratzinger a Genova, per esempio, che – guarda caso – prevede (o prevedeva?) una tappa anche all’ospedale in cui lavorava Ermanno Rossi. Ratzinger sarà infatti a Genova e Savona i prossimi 17 e 18 maggio, e salvo imprevisti e modifiche, nella mattinata del 18 è per l’appunto previsto un suo passaggio al Gaslini.

Il feudo ligure riveste particolare importanza nella geografia vaticana, se non altro perché è gestito da uno dei feudatari più in vista, il Cardinale Bagnasco. L’arcivescovo, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è anche presidente della Fondazione Gaslini che, per l’appunto, gestisce l’omonimo Ospedale, considerato una struttura sanitaria pediatrica d’eccellenza, anche se la sua immagine è uscita offuscata da un servizio sull’Espresso dell’ottobre scorso, in cui si denunciavano incuria e sfruttamento del personale. Guarda caso proprio mentre è in atto l’Operazione Gaslini 2000, in concorrenza con lo stesso Gaslini. Ma di questo riparleremo…
Per ora ci interessa sapere che Angelo Bagnasco presiede pure il Consiglio d’Amministrazione dell’Ospedale Galliera che, a inizio 2007, ha smesso di effettuare aborti. Prima, poiché i suoi ginecologi erano tutti obiettori, gli interventi venivano fatti da medici dell’Ospedale Evangelico. Nella primavera 2007 le donne vengono mandate direttamente là.

All’epoca la notizia fece scalpore. Scriveva infatti Michela Bompani su Repubblica di giovedì 31 maggio 2007:
Lo ha firmato anche Marta Vincenzi, diessina, sindaco di Genova da due giorni, alla vigilia del suo insediamento. È un atto di denuncia durissimo contro uno dei principali ospedali della città, governato dagli uomini scelti dalla influente Curia genovese. “Da due mesi l’ospedale Galliera, presieduto dall’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, ha sospeso il servizio di interruzione di gravidanza; o le cose cambiano o ci rivolgiamo alla Procura della Repubblica”: l’attacco che parte da Genova è lanciato da Mercedes Bo, nipote del grande intellettuale del Novecento Carlo e vicepresidente nazionale dell’Aied. Firmano anche il coordinamento donne della Cgil, l’Udi e un fitto elenco di associazioni di donne. “È interruzione di servizio pubblico, in un ospedale finanziato dallo Stato – protesta Bo – Qui è in gioco la laicità dello Stato”.

Proprio a partire dai niet dell’ospedale Galliera è nata la vicenda di Ermanno Rossi, che appare oggi un ginecologo obiettore di convenienza più che di coscienza.
Patrizia Albanese e Marco Menduni sul Secolo XIX di Genova ci raccontano, il 12 marzo 2008:
Tutto è nato dopo il racconto di una giovane donna. In un primo tempo si era rivolta all’ospedale Galliera. Di fronte alle difficoltà incontrate nell’ospedale della Curia, ha deciso di scegliere (o qualcuno l’ha indirizzata) la via dell’intervento in uno studio privato. La vicenda è giunta alle orecchie di un’amica della donna, una volontaria antiabortista (n.d.r.: del “Movimento per la Vita”), che ha chiesto un incontro al pm Sabrina Monteverde. Poi le indagini affidate al Nas, con intercettazioni telefoniche e pedinamenti. […]
Il materiale sequestrato dai Nas, che ieri pomeriggio hanno consegnato al pm Monteverde i verbali di sequestro, è stato giudicato «interessante». Il pm Monteverde avrebbe trovato conferma alle accuse. Accuse che riguarderebbero nove casi di interruzione di gravidanza in contrasto con quanto prevede la legge 194. Che vieta gli aborti fuori dalle strutture sanitarie, oltre i 90 giorni di gestazione e in caso di minorenni, per le quali è indispensabile l’autorizzazione del tribunale dei minorenni.

Insomma, ci sembra che la vicenda sia esemplare: il Vaticano sta scagliando le sue truppe antiabortiste in una crociata moralizzatrice, ma il troppo zelo può risultare una pallottola contro Bagnasco, Ratzinger & C., e sollevare il velo sull’ipocrisia di cui si nutre l’impero vaticano.
Certo, ci sarà molta agitazione – oggi – nelle alte sfere. Ed hanno ben ragione di preoccuparsi!
Aspettiamo notizie su come i maghi della diplomazia riusciranno a gestire questo passo falso, e attendiamo con curiosità l’omelia di Ratzinger all’Ospedale Gaslini di Genova, il 18 maggio prossimo.

No No e poi No Vat

Tratto da Resistenza Laica

Vedere anche Obiezione di Coscienza

Annunci

2 Risposte

  1. Se c’e qualcosa da rivedere in questa legge è proprio l’obbiezione di coscienza.Nelle strutture pubbliche finanziate con i soldi dello stato e sotto la tutela delle leggi del medesimo, non dovrebbe esistere, chi non ci sta va a lavorare nel privato. I veri obbiettori di coscienza senza ipocrisia che rifiutavano il militare per l’uso delle armi ,finivano in prigione senza altra possibilità.

  2. Beh, in questo senso vi segnalo allora la campagna:
    “Obiettiamo gli obiettori”
    lanciata dal Collettivo femminista Maistat@zitt@ di Milano:
    http://www.vieneprimalagallina.org/campagna.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: